Comuni - Greve in Chianti

Situato tra i Monti del Chianti e i tratti iniziali delle valli del Greve e del Pesa, il comune di Greve in Chianti è una zona di antico insediamento diventata, nel Medioevo, un’importante centro commerciale e culturale, come testimoniato dalla presenza di numerose pievi e castelli. Una perfetta simbiosi fra la città e la campagna caratterizza da sempre Greve in Chianti, favorendone nel tempo il suo sviluppo.

Il territorio
Il comune di Greve in Chianti si estende per 164,04 chilometri quadrati su rilievi di moderata altitudine. Il punto più alto è rappresentato dal Monte San Michele con i suoi 900 metri. Sebbene la popolazione sia di oltre 11.000 abitanti, soltanto l’11% dei lavoratori si occupa di agricoltura.

La storia
Terra di antico insediamento, nel Medioevo divenne parte dei possedimenti fiorentini della diocesi di Fiesole. A quel tempo, Greve era un piccolo borgo nella comunità di San Cresci destinato a svilupparsi come “mercatale” ad un incrocio di strade che conducevano a Firenze, nell’alta Valdarno, in Val di Pesa e nel Chianti. Greve si espanse al punto di diventare il centro della omonima comunità Leopoldina che, nella seconda metà del XVII secolo, sostituì le leghe di Val di Greve e Cintoia. Nel mercato di Greve, incentrato sulla suggestiva piazza triangolare cinta di portici, convergevano gli interessi dei molti castelli situati nei dintorni, tra cui i più importanti erano Montefioralle, Panzano e, sul versante opposto dei Monti del Chianti, Lucolena. Sul versante occidentale di Montescalari si trovava Cintoia, forse di origini lombarde, che nel XII e XIII secolo divenne il centro più importante della Val d’Ema, mentre oggi è soltanto un piccolo villaggio rurale. Molti dei castelli di questa giurisdizione vennero successivamente trasformati in ville e fattorie. Sono cinque le pievi che attestano l’antica organizzazione religiosa in questo territorio: Robbiana, Cintoia, Sillano, San Cresci e San Leolino, ognuna delle quali conserva numerose testimonianze d’epoca romanica. Al contrario, la gran parte delle molte chiese controllate dalle comunità della zona hanno perso la loro struttura medievale.