Comuni - Poggibonsi

Situato presso un antico insediamento medievale al centro della Val d’Elsa, il comune di Poggibonsi ha da sempre tratto vantaggio dalla sua felice posizione di nodo stradale posto al centro della Toscana. A metà strada tra Firenze e Siena, Poggibonsi offre ancora oggi la possibilità di numerosi collegamenti viari e si presenta ricco di attività industriali e artigianali.

Il territorio
Posto sulle colline che attraversano la Val d’Elsa, il comune di Poggibonsi si estende su un’area di 70,73 chilometri quadrati, di cui soltanto una piccola parte è compresa nel territorio del Chianti. L’altitudine non supera i 350 metri. Poggibonsi conta circa 26.500 abitanti; soltanto il 5,1% dei lavoratori si occupa di agricoltura.

La storia
Posta al centro della Val d’Elsa e di tutta la Toscana, quest’area è stata abitata fin dai tempi più antichi. Nel Medioevo, Poggio Bonizio viene descritto nelle cronache del tempo come uno dei più forti e ricchi castelli d’Italia e le sue origini vanno ricercate nel Castello di Saint Michel. Ai piedi della collina su cui era sorto il castello venne costruita la Pieve di Santa Maria e, intorno ad essa, il villaggio di Marturi che sarebbe diventato il nucleo dell’attuale città di Poggibonsi. In corrispondenza del castello di Marturi la famiglia Guidi aveva cominciato a far costruire un’importante via di collegamento con la nuova Via Francigena, suscitando il risentimento di Firenze che, nel 1115, l’attaccò e lo distrusse. Alcuni decenni dopo, con l’aiuto di Siena i conti Guidi costruirono un nuovo castello sul Podio Bonizi, ma con la sconfitta dell’esercito imperiale nella seconda metà del XII secolo Firenze ottenne gli stessi privilegi di Siena riguardo al castello. Nonostante dovesse giurare lealtà a entrambe, Poggio Bonizio sfruttò abilmente la rivalità che costantemente creava dissidio tra queste due città, cosicché il castello riuscì a ottenere una certa autonomia. In realtà, Poggio Bonizio tese più di una volta a favorire Siena. Seguirono poi un’alternanza di eventi e dopo il ritorno dei Guelfi a Firenze, nel 1267, Poggio Bonizio ritornò a essere di nuovo il punto di raccolta delle forze ostili alla città. Nello stesso anno venne posta sotto assedio e conquistata da Carlo d’Angiò, che cominciò la costruzione di una fortezza ma, dopo la disfatta dei Ghibellini presso Colle, il castello tornò a essere un baluardo contro i Guelfi. Nel 1270 il castello fu di nuovo costretto ad arrendersi al nemico. Di tutte le costruzioni di allora rimase a tutti gli effetti soltanto la “Fonte delle Fate” e gli abitanti spostarono più lontano, nel villaggio di Marturi, l’antica sede di Poggibonsi. Sulla strada che porta alla basilica di San Lucchese, la Fonte di Vallepiatta, detta delle Fate, è oggi l’unico grandioso reperto architettonico della sovrastante e distrutta Poggio Bonizio.